Banca condannata a Chieti

CHIETI. Una banca abruzzese con sede a Chieti è stata costretta ad un pignoramento mobiliare, in seguito a una sentenza del tribunale di Pescara, per rimborsare gli interessi corrisposti per un mutuo fondiario, pari a 12.200 euro, da una famiglia teatina. L’importante vittoria giuridica porta la firma del movimento consumatori Acai e dell’avvocato Gino Di Mascio.

Il legale ha difeso una famiglia che risiede allo Scalo. I due coniugi, lui pensionato, lei casalinga, nel 2000 avevano contratto un mutuo con un istituto bancario locale dell’importo di circa 40 mila euro da rimborsare in dieci anni con 120 rate mensili da 450 euro. Ebbene, lo scorso anno i due coniugi si sono rivolti al movimento consumatori Acai, che nel frattempo ha istituito lo sportello “Sos Banca” a tutela dei consumatori, perché, da un’attenta rilettura del contratto del mutuo, contestavano una clausola sugli interessi convenuti. La pratica è stata visionata dall’avvocato Di Mascio, il quale ha eseguito una proiezione del mutuo verificando la presenza di un’usura contrattuale, ovvero l’applicazione di un tasso di interesse superiore a quello pattuito. Da qui la causa intentata da Acai all’istituto bancario per ottenere la nullità della clausola relativa agli interessi convenuti.

Nelle scorse settimane è arrivata l’attesa sentenza del Tribunale di Pescara, foro di riferimento dell’avvocato Di Mascio. «Il tribunale ha dichiarato la nullità della clausola negoziale sugli interessi condannando la banca», spiega Di Mascio, «alla restituzione in favore dei mutuatari della somma di 12.200 euro a cui si aggiungono gli interessi legali. In sostanza il tribunale ha certificato la gratuità del mutuo contratto anni fa dalla famiglia teatina». Una sentenza che, a detta di Acai, fa scuola. «Premia il consumatore attivo che da utente bancario non si ferma dinanzi a documenti contrattuali e ad ammortamenti con condizioni e clausole spesso incomprensibili e che in passato sono stati subiti dal “contraente debole”. Questo pronunciamento», riprende Di Mascio, «apre un fronte significativo in ordine a tutti i mutui fondiari erogati dall’anno 1996 in poi, puntando la lente di ingrandimento sui criteri di interpretazione del superamento del tasso soglia trimestrale individuato da Banca d’Italia da parte del Taeg, ossia del costo complessivo del finanziamento». Peraltro la banca soccombente non ha adempiuto alle prescrizioni del giudice. Di conseguenza l’ufficiale giudiziario ha proceduto al pignoramento mobiliare a danno dell’istituto di credito.

Articolo riportato su questo sito: Fonte

No comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *